horrorvacui
…quando sono tornato in calabria per le vacanze estive avevo già dentro di me la consapevolezza di quanto sarebbe successo, un pezzo per volta.
Ai piedi della montagna, ormai era chiaro che presto sarebbe rimasto ben poco: arbusti, fogliame e qualche roccia macchiata di vecchio. Aspettare osservandola o scavando ai suoi piedi per rafforzarne le radici, certezza da brivido lungo la schiena, sarebbe stato lo stesso.
“Infondo si tratta solo dell’ennesima torre che crolla” pensavo…
Sono passati poco meno di 40 giorni. La torre di pietra è crollata, trascinandone altre con sé. Resta poco o niente. A cosa sia servito quel che prima c’era, io non lo so, forse lo immagino, di certo non ha più importanza per me, adesso.
Inseguo. Chiedo. Spero. Ritorno. Desidero. Odio. Tutto insieme.
Qualche giorno ancora, poi mi lancerò nel vuoto senza paracadute. Sia quel che sia inseguirò la mia felicità al buio.
La parte difficile sarà impedire al vento cattivo che soffia di spegnere la fiamma dell’unica candela che porto con me.
Pregando che la cera della candela non coli via da sola.
Spengo la luce elettrica. E’ ora di andare via.
